Catch-22: Le nostre interviste a Christopher Abbott, Kyle Chandler e Grant Heslov

Nel 1961 Joseph Heller, figlio di poveri emigranti ebrei russi nato a Brooklyn, pubblica il suo primo romanzo, Comma 22. Nel libro, una feroce satira antimilitarista che ottiene un immediato successo, si ispira alle sue esperienze durante la seconda guerra mondiale, svolte a 19 anni in Italia, a bordo di un bombardiere B-25, con cui compie ben 60 missioni aeree. Comma 22, nato dalla sua vita, è influenzato anche dalla guerra in corso in Corea e diventa la bibbia della protesta contro il conflitto vietnamita.

Diventa, insomma, un classico della letteratura americana di protesta che viene anche – non lo sapevamo ma ce lo ha raccontato Grant Heslov – fatto leggere nelle scuole. Nel 1970, Mike Nichols – alla stessa età in cui Heller ha scritto il libro – ne trae il film Comma 22, dove il capitano Yossarian, che vorrebbe essere pazzo per smettere di volare ma non è pazzo se chiede di farlo e quindi non può essere esentato (è questo il comma a cui si riferisce il titolo) è interpretato da Alan Arkin. E a fargli compagnia ci sono un sacco di giovani e ancora semi sconosciuti attori, da Martin Sheen che è Dobbs, a Jon Voight che è il trafficone Milo Minderbinder, al cantante Art Garfunkel (richiestissimo in quegli anni dal cinema) che è Nately. Ma c’è anche un gigantesco Orson Welles nei panni del generale Dreedle e il Gotha dei comici americani composto da Buck Henry (co-sceneggiatore), Jack Gilford e Bob Newhart. Con gran senso dell’umorismo, Nichols ricompone la coppia Martin Balsam/Anthony Perkins di Psycho, stavolta col primo nelle vesti del “carnefice”.

Il film non ha lo stesso successo del libro, ma diventa anch’esso oggetto di culto. Oggi, a riportare questo classico dell’antimilitarismo sullo schermo, stavolta quello piccolo, sono George Clooney e Grant Heslov, che producono, dirigono e hanno un ruolo ciascuno nella miniserie tv Catch-22, in sei episodi (due a testa e due diretti dalla regista Ellen Kuras) scritti da Luke Davies e David Michôd. Le riprese si sono svolte in Sardegna e nelle campagne di Viterbo. Per imperscrutabile e indiscutibile volontà di George Clooney, noi abbiamo visto il primo episodio, un riassunto dei quattro successivi, e, ohibò, l’ultimo. Dall’idea che ci siamo fatta, si tratta di una serie spettacolare, ma non troppo fedele al libro, di cui mantiene comunque lo spirito.

La colonna sonora contiene tutti classici del periodo (Glenn Miller soprattutto) e la rappresentazione dell’Italia del periodo è… esattamente quella che gli americani si aspettano. Il cast – di cui fanno parte anche Hugh Laurie e, in un piccolo ruolo, Giancarlo Giannini – è uno dei punti di forza dello show: è indubbiamente bravissimo Christopher Abbott, giovane attore di cui risentiremo sicuramente parlare, nel ruolo del capitano Yossarian, che è praticamente sempre in scena ed ha una infinita gamma di toni da interpretare. Noi lo abbiamo incontrato assieme a Kyle Chandler, attore assai più conosciuto, che interpreta il folle colonnello Cathcart, l’uomo che aumenta esponenzialmente le missioni, per due chiacchiere sul libro e la serie, che debutterà su Sky Atlantic il 21 maggio, per andare in onda ogni martedì alle 21.15. Abbiamo anche parlato con una delle menti creative del progetto, Grant Heslov, partner storico di George Clooney (con cui in tanti anni, ci ha detto, non ha mai litigato), attore, regista e produttore, che nella serie ha anche il ruolo del dottor Daneeka.

Una premessa è d’obbligo: reduce da una notte insonne (e si sente) la sottoscritta è rimasta un po’ perplessa dalla lunga concione di Kyle Chandler a partire dal suo personaggio. Potrebbe essere una scusante il fatto che si fosse da poco alzato da tavola? Del resto anche in conferenza stampa sono state spesso lodate dal cast le virtù della cucina e dei vini italiani.

https://www.comingsoon.it/serietv/news/catch-22-le-nostre-interviste-a-christopher-abbott-kyle-chandler-e-grant/n90066/