La Llorona – Le lacrime del male, la recensione: l’horror che porta al cinema il folklore messicano

La recensione de La Llorona, il film di Michael Chaves, che inserendosi nell’universo creato da The Conjuring presenta al pubblico una delle figure simbolo del folklore messicano.

RECENSIONE di 2 minuti fa
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La Llorona – le lacrime del male: un’immagine del film

Prima di cominciare questa recensione de La Llorona – Le lacrime del male rispondiamo ad una domanda che in molti si saranno posti dopo la visione del primo trailer: chi è la terrificante creatura che sia aggira nella notte rapendo bambini? La Llorona, ossia “la donna che piange”, è una figura mitologica estremamente conosciuta e diffusa in Messico e negli altri paesi del Centro America: secondo la leggenda si tratterebbe dello spirito di una donna che, come Medea, dopo essere stata tradita dal marito uccide entrambi i suoi figli in una atto di folle vendetta. Dopo essersi suicidata per il dolore è costretta a vagare in cerca dei suoi bambini scomparsi, impadronendosi di quelli degli altri per placare la sua disperazione.

La storia portata al cinema da Michael Chaves – esordiente che aveva già dimostrato la sua predisposizione per l’horror con il corto The Maiden e che ritroveremo alla regia di The Conjuring 3 – racconta la storia di una famiglia perseguitata dalla diabolica creatura, inserendosi nell’ampio universo creato da James Wan. Poco dopo l’inizio del film rincontriamo infatti Padre Perez (Tony Amendola), che aiuterà i protagonisti a proteggersi dalla Llorona come fece con Mia da Annabelle, nel primo film della serie dedicata alla diabolica bambola.

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La Llorona – le lacrime del male: Tony Amendola e Linda Cardellini

In questo film il legame con quelli creati e prodotti da Wan è reso evidente non solo dal fugace contributo di Padre Perez, ma anche da molte scelte di regia e sceneggiatura che rimandano apertamente al mondo di The Conjuring. Dal piano sequenza iniziale che ci presenta la famiglia protagonista (ricordate quelli in L’Evocazione e The Conjuring 2?) alla scena della madre disperata rinchiusa in cantina e separata dai figli, Chaves strizza continuamente l’occhio alla saga di The Conjuring e ai film che hanno fatto il successo di un franchise in continua espansione. Anche nel caso de La Llorona si riesce a creare un antagonista mostruoso che, come a suo tempo fecero Annabelle e il demone suora comparso per la prima volta in The Conjuring – Il caso Enfield, rimarrà impresso nell’immaginario degli amanti del genere horror.

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Una trama forse prevedibile ma ben sviluppata

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La Llorona – le lacrime del male: Roman Christou in una scena

La trama di La Llorona – Le lacrime del male si apre a Los Angeles, negli anni ’70. Anna Tate-Garcia (Linda Cardellini) è un’assistente sociale che ha da poco perso il marito e si ritrova da sola a crescere due figli, Chris e Samantha. Un giorno, non prendendo sul serio l’avvertimento di una madre sospettata di violenza sui propri bambini, si ritroverà a scontrarsi con forze oscure e diaboliche di cui mai aveva sospettato l’esistenza. L’unica speranza per Anna di sfuggire alle grinfie della Llorona, che ha diretto le proprie mire sui suoi figli, è quella di rivolgersi ad un curandero, Rafael Olvera (Raymond Cruz, il Tuco di Breaking Bad), unico in grado di poterla sconfiggere.

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La Llorona – le lacrime del male: Linda Cardellini, Jaynee-Lynne Kinchen e Roman Christou in una scena

Seppur a tratti piuttosto prevedibile la storia risulta ben sviluppata: anche se alcune scene non spiccano di certo per originalità (come dicevamo l’omaggio alla saga di The Conjuring è ricorrente) i momenti da brivido ci sono e l’inquietante presenza della diabolica creatura vestita da sposa tiene alta la tensione per tutta la pellicola. La Llorona – Le lacrime del male è uno di quei film che fanno ampio uso di jump scares, stratagemma che a volte stanca lo spettatore piuttosto che spaventarlo, ma le scene che li ospitano riescono spesso a stupire per come vengono costruite (un esempio fra tutte quella in cui l’ombrello della piccola Samantha viene spinto dalla Llorona in piscina). Sul finale, inoltre, la trama prende alcune svolte che non ci saremmo aspettati, lasciando intravedere una cura maggiore dal punto di vista della sceneggiatura di quella solitamente destinata a molti film di questo tipo.

Personaggi con cui empatizzare

La Llorona parte da uno premessa già abbastanza sfruttata in questo genere di pellicole (da Ouija – L’origine del male allo stesso The Conjuring – Il caso Enfield): molto spesso la protagonista è una madre che, oltre a doversi occupare dei figli dopo la diserzione o la prematura scomparsa del marito, deve anche proteggerli da una creatura diabolica che vorrebbe farli suoi. Questo tipo di dinamica funziona perché permette allo spettatore di creare subito un legame emotivo con i personaggi, perseguitati non solo dalle sventure della vita ma anche da forze sovrannaturali che mai si sarebbero immaginati di dover affrontare.

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La Llorona – le lacrime del male: una scena del film

Detto questo quindi i personaggi de La Llorona – Le lacrime del male non si distanziano molto da quelli dei film che abbiamo precedentemente citato: abbiamo una madre che farebbe di tutto per proteggere dei suoi figli e dei bambini resi più vulnerabili dalla perdita del padre (e che attirano forse anche per questo le attenzioni della malefica creatura di turno). I protagonisti de La Llorona non risultano però così bidimensionali come per abitudine ci saremmo aspettati di vedere, si sarebbe comunque potuto indagare di più sul trauma subito da tutti i membri della famiglia per la morte del padre, che viene accennato ma mai veramente approfondito.

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Una figura da brivido che meriterebbe più suspense

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La Llorona – le lacrime del male: una scena con Jaynee-Lynne Kinchen

La Llorona è un personaggio che, come i protagonisti degli altri film della saga, resta molto impresso nello spettatore: si sarebbe potuta però creare più suspense intorno alla malvagia creatura limitando le sue apparizioni durante la pellicola, magari mostrandola di meno e lasciandola più spesso nell’ombra, facendocela immaginare in agguato ad ogni angolo buio. Anche aprire il film con la spiegazione delle sue origini ci è parsa una scelta poco sensata, sarebbe stato decisamente meglio giocarsela sul finale, mantenendo così più a lungo il mistero.

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La Llorona – le lacrime del male: Linda Cardellini, Sean Patrick Thomas in una scena

La Llorona è un horror che, inserendosi bene nel solco tracciato dai suoi predecessori, non delude lo spettatore amante della saga creata da James Wan ma anche chi gli si approccia per la prima volta: seppur non privo di difetti questo film risulta comunque un buon prodotto di genere, con il pregio di avvicinare il pubblico internazionale ad un mondo, quello così ricco del folklore messicano, finora molto poco esplorato al cinema.

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Conclusioni

Concludendo questa recensione de La Llorona – Le lacrime del male ribadiamo di aver visto un horror che, seppur non privo di difetti, risulta un buon prodotto di genere. Costituendo un ulteriore tassello nell’universo creato dalla saga di The Conjuring, La Llorona fa conoscere al pubblico di tutto il mondo un personaggio simbolo del folkrore latinoamericano, aprendo forse la strada a film dedicati ai miti e alle leggende di altri paesi.

Movieplayer.it

3.0/5

Perché ci piace

  • La trama che, seppur non spicchi per originalità, è ben sviluppata.
  • La diabolica Llorona che va ad aggiungersi al “bestiario” creato dall’Universo di The Conjuring.
  • Sequenze ben costruite e ricche di momenti da brivido.

Cosa non va

  • La poca suspense creata attorno alla Llorona, avremmo preferito una figura più misteriosa.
  • I personaggi a tratti troppo simili a quelli di altri film dello stesso genere.
  • I troppi temi accennati ma mai approfonditi.

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