Il Museo del Prado. La Corte delle Meraviglie: la recensione

La recensione de Il Museo del Prado – La Corte delle Meraviglie, in sala il 15, 16 e 17 aprile: un appuntamento tra Storia e vita.

RECENSIONE di 33 minuti fa
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Il Museo del Prado – La Corte delle meraviglie: un’immagine del documentario

Duecento anni di storia per uno dei baluardi culturali del Vecchio Continente: il Prado di Madrid taglia il prestigioso traguardo e non può mancare il film documentario scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi di cui ci accingiamo a parlare in questa recensione di Il Museo del Prado. La Corte delle Meraviglie, altro tassello del progetto Grande Arte al Cinema in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, il 15, 16 e 17 aprile.

Un museo senza pareti

Un luogo magico, un museo nato per custodire la collezione d’arte della corona spagnola, che oggi conta 1.700 opere esposte e un tesoro di altre 7.000 conservate. Un lungo filo rosso che si dipana da quando la Spagna divenne uno stato unitario con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia e giunge fino al secolo scorso. Alimentato dal carisma di Jeremy Irons, lo straordinario documentario non è costretto dentro le sale del Prado di Madrid, ma è un viaggio che inizia in Estremadura con la morte di Carlo V, l’imperatore sui cui possedimenti non tramontava mai il sole, e attraversa tutta l’Europa. Leggenda narra che il sovrano spirò ammirando La Gloria di Tiziano ed è nel punto di contatto tra sacro e profano, tra vita e morte, tra bellezza e verità, che Il Museo del Prado. La Corte delle Meraviglie si manifesta allo spettatore.

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Il Museo del Prado – La Corte delle meraviglie: Jeremy Irons sul set

Un viaggio europeo

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Il Museo del Prado – La Corte delle meraviglie: un’immagine promozionale del documentario

Dalle Fiandre fino a Venezia, a Napoli e Creta, i capolavori d’arte conservati a Madrid aprono una finestra sul mondo e raccontano la corte, la vita, l’immagine stessa della Spagna nei secoli. Allo stesso tempo, il racconto delle opere si mescola vibrante con la vita vera, come ne Il Giardino della Delizie di Bosch, i cui segreti si dipanano di fronte agli occhi dello spettatore con attimi e impressioni, colti in un parco, tra fiori che sbocciano, bimbi che giocano, innamorati che si scambiano languidi sguardi e passanti che colgono scampoli di esistenza.

La vita, la corte, la gente comune

Nelle sue gallerie colmi di ritratti di re e regine, duchi, conti e hidalgo, cavalieri, nani e ballerine, il Prado non manca mai l’occasione di incontrare, di quando in quando nel corso della storia, l’umanità variegata che aspettava nella Spagna perduta: le visite pedagogiche portarono i capolavori di Goya, Velazquez e tutti gli altri direttamente tra i contadini e i ceti che, all’epoca, erano esclusi dalla fruizione del Bello. Un museo talmente vivo e vitale, che la cinepresa non smette mai di muoversi tra le tele a scoprirne segreti e virtù, mentre le interviste con i responsabili di questo tesoro, ma anche esponenti delle arti come Marina Saura, la fotografa Pilar Pequeño e Olga Pericet, raccontano un’arte viva anche a secoli di distanza dal momento in cui fu creata. Come il museo, nato 200 anni fa, fedele al detto madrileno che “tutti veniamo da un’altra parte”, la missione, riuscita, di Sabina Fedeli e Valeria Parisi è di cogliere, attraverso la storia dell’arte, i passaggi essenziali della società: vizi, mode, pregiudizi e improvvise aperture verso il progresso.

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Il Museo del Prado – La Corte delle meraviglie: una scena all’interno del museo

Conclusioni

Come evidenziato dalla recensione de Il Museo del Prado – La Corte delle Meraviglie è un percorso che dalle stanze del museo si apre alla scoperta dell’Europa e dei segreti di alcuni dei capolavori più importanti dell’arte del Vecchio Continente, rivelandosi uno strumento essenziale per capire la storia, la cultura e la società spagnola sono progredite dal Rinascimento a oggi.

Movieplayer.it

4.5/5

Perché ci piace

  • L’analisi accurata delle opere di Goya e come hanno rispecchiato i passaggi essenziali di una fase storica fondamentale.
  • L’indagine intorno alle personalità di artisti carismatici come El Greco e Velazquez.
  • L’importanza del museo nel contesto di Madrid e la Spagna.
  • Il carisma di Jeremy Irons, capace, con una semplice alzata di sopracciglia, di dire più di mille parole.

Cosa non va

  • Sconsigliato a chi non ama i documentari d’arte
  • La mancanza di un approfondimento di opere meno conosciute dal grandissimo pubblico

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