X-Men: Dark Phoenix, il ritorno della saga più famosa dei fumetti

X Men Dark Phoenix Sophie Turner

X-Men: Dark Phoenix, in uscita a giugno anche in Italia, sarà l’ultimo film della gestione Fox a raccontare le gesta degli X-Men. La saga, cominciata nel lontano 2000 per la regia di Bryan Singer, conta oggi una dozzina di film, inclusi gli spin-off incentrati sui personaggi di Deadpool e di Wolverine; tuttavia, le pellicole principali che costituiscono l’ossatura portante del franchise sono sette e si dividono essenzialmente in due tronconi separati da X-Men: Conflitto Finale. Il film diretto da Brett Ratner nel 2006 è stato infatti un rappresentativo giro di boa, un flop che ha convinto Fox a proseguire col franchise soltanto cinque anni dopo e con un prequel, X-Men: l’inizio. A quel punto, però, è subentrato nuovamente Bryan Singer alla regia di Matthew Vaughn: Singer ha così lavato l’onta di Ratner con X-Men: Giorni di un futuro passato nel 2014, operando quello che in gergo fumettistico chiameremmo un ret-con, cancellando i drammatici eventi di Conflitto finale per ripristinare una parvenza di lieto fine.

Il reset nel finale di Giorni di un futuro passato ha avuto quindi due conseguenze importanti per la saga cinematografica degli X-Men: da una parte, ha rappresentato un potenziale epilogo per il primo troncone narrativo; dall’altra, ha consentito a Fox di continuare a raccontare le avventure dei giovani X-Men, spalancando le porte a sequel che valgono anche come prequel. Una scelta che ha avuto i suoi pro e contro, e che in realtà ha generato un po’ di confusione in seno alla cronologia degli avvenimenti e all’età dei personaggi. Nonostante ciò, lo sceneggiatore e produttore Simon Kinberg non è riuscito a chiudere completamente col passato, volendo fortemente raccontare una versione riveduta e corretta della storia della Fenice su cui aveva già incentrato il fallimentare Conflitto finale. Una storia troppo importante e iconica perché fosse associata per sempre a un flop cinematografico, tant’è che la nuova pellicola ruota tutta intorno a essa, a cominciare dal titolo.

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Chi o cosa è la Fenice?

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La Fenice è una forza cosmica che esiste nell’Universo Marvel dal 1976 circa: appare per la prima volta nel numero 101 di Uncanny X-Men, all’epoca scritto da Chris Claremont e disegnato da John Byrne. In quella storia, gli X-Men rischiano la vita nello spazio e Jean Grey, la potente telepate del gruppo, viene investita da un’onda di energia che ne amplifica i poteri, trasformandola in una nuova eroina che assume il nome di Fenice. In seguito a una serie di drammatici scontri col Club Infernale e l’illusionista Mastermind, Fenice perde il controllo dei suoi poteri e si trasforma nella Fenice Nera, un’entità potentissima che sbaraglia gli X-Men e lascia la Terra per spezzare ogni legame col passato della donna che la ospita, Jean Grey.

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Nello spazio, tuttavia, Fenice causa involontariamente la fine di un sistema solare, distruggendo un pianeta abitato da milioni di esseri viventi e attirando l’attenzione degli Shi’ar, una specie aliena guidata dall’imperatrice Lilandra Neramani. Un’alleanza formata da Shi’ar, Skrull e Kree decide quindi di distruggere la Fenice Nera, ma gli X-Men – che nel frattempo sono riusciti a intrappolare l’entità nella mente di Jean – sfidano gli alieni a duello, venendo tuttavia sconfitti: resasi conto del pericolo che rappresenta per ogni forma di vita, e soprattutto per i suoi cari, Jean si toglie la vita nel numero 138 di Uncanny X-Men.

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La storia di Jean e della Fenice tuttavia non finì nel 1980. In seguito, infatti, numerosi autori hanno riportato in scena la rossa telepate e la forza cosmica che ne è stata prima un tormento e poi una potente alleata. Nel corso degli anni, Jean è morta e risorta, è ascesa a un piano di esistenza superiore trasformandosi nella Fenice Bianca e ha aleggiato come una sorta di spirito guida sulle formazioni degli X-Men che si sono susseguite dentro e fuori la scuola di Charles Xavier. La Forza Fenice, nel frattempo, ha cercato e posseduto vari mutanti, scatenando un conflitto disastroso tra gli Avengers e gli X-Men che ha cambiato profondamente le collane Marvel. Di recente, dopo una lunghissima dipartita, Jean è tornata in vita ancora una volta e ha reciso apparentemente per sempre il suo legame con la Fenice, bandendola nello spazio per tornare a essere, semplicemente, Jean.

La Fenice nei film

Dark Phoenix: Jessica Chastain in una foto del film

La saga della Fenice Nera ebbe una gestazione molto complicata che mise in crisi lo staff della Marvel. In origine, infatti, Jean Grey non sarebbe dovuta morire, ma il genocidio che aveva commesso – seppur involontariamente – era un gesto imperdonabile che Jim Shooter, all’epoca caporedattore, temeva avrebbe sollevato un polverone tra i lettori. Shooter, Claremont e gli altri discussero a lungo sulla questione, specialmente perché lo sceneggiatore non aveva mai chiarito i gradi di separazione tra la personalità di Jean e quella di Fenice: alla fine si decise di farla suicidare, invece di depotenziarla e basta, rovesciando la regola non scritta secondo cui un personaggio principale non doveva morire, e rivoluzionando così la narrativa a fumetti Marvel.

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Nei film la saga della Fenice è stata adattata sommariamente, partendo proprio dal presupposto che questa Fenice fosse un’altra personalità di Jean Grey. Nel finale di X-Men 2, Jean (Famke Janssen) si sacrifica per salvare i suoi compagni ad Alkali Lake e scompare nelle acque della diga dopo aver dato prova di un potere mutante fuori dal comune. In X-Men: Conflitto finale, però, Jean ritorna in vita, rigenerata ma posseduta da una brutale personalità latente che scopriamo essere stata intrappolata a lungo dai poteri mentali di Charles Xavier (Patrick Stewart). Dopo aver ucciso l’amato Ciclope (James Marsden) e persino il suo mentore, l’ormai instabile Jean si unisce alla confraternita di Magneto (Ian McKellen) e minaccia di distruggere ogni forma di vita. È quindi Wolverine (Hugh Jackman) ad assassinarla per sua esplicita richiesta, salvando tutti ma perdendo la donna che aveva amato.

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Nella nuova linea temporale venutasi a creare col viaggio nel tempo di Wolverine in Giorni di un futuro passato, è Sophie Turner a interpretare la giovane Jean. In X-Men: Apocalisse, Xavier (James McAvoy) riunisce i suoi studenti per combattere un mutante millenario che si fa chiamare Apocalisse (Oscar Isaac) e che progetta lo sterminio della specie umana. Nello spettacolare scontro finale, Xavier incita Jean a usare tutti i suoi poteri per sconfiggere Apocalisse e la ragazza attinge a una forza al di là di ogni immaginazione per disintegrare il nemico, avvolta in un gigantesco alone infuocato che assume proprio la forma di una fenice.

Gli ultimi X-Men contro la Fenice Nera

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Niente alieni, battaglie spaziali o raggi cosmici nella origin story di Fenice, dunque, che nei film è un semplice caso di doppia personalità: l’ultimo trailer pubblicato soltanto pochi giorni fa anticipa parecchio sulla pellicola che vedremo a giugno e che segnerà la fine degli X-Men per come li conosciamo. Resta ancora enigmatico il ruolo di Jessica Chastain, che in Dark Phoenix dovrebbe interpretare proprio Lilandra, anche se non è ancora chiarissima la natura del personaggio: sembra che sarà proprio lei a manipolare Jean perché scateni la Fenice contro il mondo, mettendo in pericolo i suoi compagni. Lo sceneggiatore Simon Kinberg, questa volta anche dietro la macchina da presa, era rimasto profondamente deluso dal risultato di Conflitto finale, soprattutto perché proiettava l’ombra del fallimento su una delle saghe più importanti nella storia degli X-Men.

New Story Details Revealed For X Men Dark Phoenix And Two New Mutant Characters Revealed Social

Tuttavia Dark Phoenix – in America si intitola così e basta, con la X finale cerchiata a mo’ di logo degli X-Men – non sembrerebbe aver riscontrato grandi consensi alle prime proiezioni di prova, senza contare che esce nel complicato periodo dell’acquisizione di Fox, all’ombra del successo del Marvel Cinematic Universe di Disney e in seguito alle polemiche che hanno suscitato le accuse di molestie sessuali contro Bryan Singer. La decisione di abbandonare il franchise da parte dell’attrice premio Oscar Jennifer Lawrence, che nei film interpreta la giovane Mystica, ha poi avvolto il film in un alone ancora più cupo, sia perché anticipa un ormai prevedibile colpo di scena, sia perché mette l’intera produzione in cattiva luce. Le premesse, insomma, non sono molto positive, ma essendo l’ultima avventura cinematografica degli X-Men cui ci siamo affezionati negli anni, speriamo davvero di essere smentiti.

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