Chi si celerà dietro la maschera del nuovo Batman di Matt Reeves?

L’inizio della produzione del nuovo e attesissimo The Batman di Matt Reeves è ancora molto lontano. Il motivo di un’uscita così posticipata è chiaro: dare spazio ai nuovi progetti targati DC Films e allontanare quanto più possibile lo spettro del flop Justice League e del Batman di Ben Affleck. Quattro anni, a quanto pare, è un periodo di tempo giusto per riequilibrare la situazione e procedere con le dovute accortezze allo sviluppo di un nuovo film sul Cavaliere Oscuro di Gotham, cercando una chiave di lettura che sia differente dai precedenti lavori, con un tono diverso, più appetibile.
Lo stesso Reeves arrivava così a confermare poche settimane fa la fine della stesura della seconda bozza di sceneggiatura, quella semi-definitiva e già in fase di revisione, permettendo quindi alla DC Films di rivelare data d’uscita del progetto e le idee che ne andranno a comporre la base tematica e narrativa, decisamente intriganti. Su tutte, due (come approfondito in questo articolo): l’età del nuovo Batman e il focus sull’anima da detective del personaggio, in un film quindi virato alle tonalità più noir e – forse – direttamente ispirate all’hard-boild di Frank Miller o Jim Steranko, finora trasposte con forza ridotta e soprattutto non così inclini ad andare a fondo nell’analisi introspettiva e “manieristica” del Batman investigatore.
Dire che un’affermazione del genere sia affascinante sarebbe riduttivo, visto che al momento non si desidera altro che un prodotto totalmente nuovo e con atmosfere e situazioni inesplorate per il Protettore di Gotham, ma la domanda sorge spontanea: quanto conterà il volto del protagonista scelto da Matt Reeves?

Dietro la maschera

La risposta è presto data: tutto. Se c’è una cosa che ci ha insegnato il passato cinematografico dell’Uomo Pipistrello è che, da Michael Keaton a Christian Bale passando per Ben Affleck, l’interprete di Batman ha sempre incarnato diversi aspetti fondamentali dell’eroe. Keaton ne rappresentava infatti il fascino conturbante, quasi magico, tenebroso, mentre la scelta di Bale ne caratterizzava lo spirito guerriero e la tenacia, che trovava concretezza nell’addestramento e nell’animo indomabile, fiero, preparato, forte; Affleck era invece perfetta declinazione della vecchia rabbia milleriana, tanto nel fisico quanto nel modo di intendere e combattere il crimine, addomesticato ormai alla violenza, lontano dalla compassione.
Nonostante tutti questi elementi e approfondimenti più o meno riusciti, a non spiccare c’è sempre stata la parte investigativa di Batman, certo presente (naturale: è integrata nel personaggio) ma mai centrale o trasposta con le stesse intuizioni d’atmosfera presenti nelle prime storie a fumetti o nelle rivisitazioni marcatamente di genere.
Difficile ma elettrizzante, insomma, addentrarsi adesso a dovere in un aspetto tanto blasonato della controparte fumettistica e a oggi così nebuloso in sala cinematografica, ma Reeves sembra avere le idee chiare, il che ci spinge a pensare che possa avere pensieri cristallini anche nelle sue scelte di casting, avendo già prefigurati in testa storia, introspezione e toni del film. Per questo i nomi vociferati post-dichiarazioni sembrano essere in linea con il progetto.
Stiamo parlando di Robert Pattinson e di Kit Harington, i due attori attualmente più quotati per ricoprire la parte dell’Uomo Pipistrello a firma reevsiana.
Innanzitutto, esteticamente e anagraficamente sono entrambi in linea con le richieste dell’autore. Sono giovani, hanno 32 anni, oltre a essere non particolarmente espressivi, requisito taciuto ma voluto per il ruolo, da sempre sinonimo di impassibilità emotiva sotto al mantello. In secondo luogo, sono tra gli interpreti più richiesti e amati del momento, specie in riferimento ad Harington, che da quest’anno terminerà anche la sua lunghissima militanza ne Il Trono di Spade, la serie HBO giunta alla sua ottava e ultima stagione.
Questo significa che, sia l’uno che l’altro, porterebbero verso la DC un bacino importante di fan, che andrebbe ad accumularsi con il più corposo fandom di Batman, che resta ancora oggi uno dei supereroi più amati di sempre.

In riferimento a Pattinson, c’è da dire che dopo la saga di Twilight (da lui praticamente semi-disconosciuta), l’attore è entrato in un circuito di produzioni d’autore e indipendenti che hanno contribuito a plasmarne le abilità interpretative in positivo, caratterizzandone in modo significativo l’approccio ai vari personaggi e alle diverse performance. È un nome amatissimo dalle grandi firme di moda (così come Harington, d’altronde), interessato ad apparire senza esagerare, inserito a dovere nel circuito cinematografico hollywoodiano e restio – in generale – ad accettare ruoli in grandi film studios.
Nel caso in cui la scelta dovesse realmente ricadere su di lui, interprete tanto preparato e ormai rodato, generalmente poco attratto dai blockbuster, potrebbe effettivamente essere di per sé sinonimo di diversità e qualità, ma lo stesso si può dire di Harington, che a parte il disastroso Pompeii ha quasi sempre preso parte a produzioni indipendenti o d’autore, dal controverso Brimstone a Gunpowder in TV, fino anche all’atteso La mia vita con John F. Donovan di Xavier Dolan.
Le riprese di The Batman (titolo di lavorazione, per ora) dovrebbero cominciare nei primi mesi del 2020, con una pre-produzione che entrerà in piena attività il prossimo autunno. In questi due anni e mezzo d’attesa, insomma, di nomi potrebbero susseguirsene ancora, così come potrebbe mutare qualche altro aspetto essenziale del film, ma per ora hic est.

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